Ragazzo from Maria Cornacchia
giovedì 10 gennaio 2013
lunedì 7 gennaio 2013
venerdì 4 gennaio 2013
Francesca Nanni - Occupazione 2012
Lunedi 19/11, nelle prime 3 ore di lezione,ci siamo
riuniti nel cortile della scuola per decidere che tipo di protesta adottare.
Dopo una lunga e direi approssimativa votazione, si è optato a favore dell'occupazione.
Trovo che, rispetto a quelle degli altri anni,questa occupazione sia stata organizzata meglio,anche perché sono state introdotte ulteriori regole, anche se non sempre sono state rispettate.
Per tutta la durata dell'occupazione, sia per incoraggiare le persone a parteciparvi, sia per far sì che i presenti fossero attivi, sono stati organizzati vari gruppi, riguardanti i più svariati argomenti, al fine i coinvolgere più ragazzi possibile.
Io ho partecipato ad alcuni di questi,e in certi casi li ho trovati molto coinvolgenti e interessanti. Ad esempio, siccome sono molto interessata a tutto ciò che riguarda la cultura orientale, ho partecipato volentieri al gruppo dove tre esperti hanno esposto la nascita del buddismo, raccontando inoltre le diverse ragioni per cui hanno deciso di aderire a questo credo.
Dopo una lunga e direi approssimativa votazione, si è optato a favore dell'occupazione.
Trovo che, rispetto a quelle degli altri anni,questa occupazione sia stata organizzata meglio,anche perché sono state introdotte ulteriori regole, anche se non sempre sono state rispettate.
Per tutta la durata dell'occupazione, sia per incoraggiare le persone a parteciparvi, sia per far sì che i presenti fossero attivi, sono stati organizzati vari gruppi, riguardanti i più svariati argomenti, al fine i coinvolgere più ragazzi possibile.
Io ho partecipato ad alcuni di questi,e in certi casi li ho trovati molto coinvolgenti e interessanti. Ad esempio, siccome sono molto interessata a tutto ciò che riguarda la cultura orientale, ho partecipato volentieri al gruppo dove tre esperti hanno esposto la nascita del buddismo, raccontando inoltre le diverse ragioni per cui hanno deciso di aderire a questo credo.
Sono stata colpita da come i rappresentanti e lo staff
si siano impegnati per fare di questa protesta qualcosa di diverso dall'idea di
un'occupazione finalizzata a non studiare, anche se purtroppo alcuni studenti
hanno preferito approfittare dell'assenza di vere e proprie lezioni per restare
nei loro letti. Inoltre penso che, considerando l'assenza giustificata di aiuto
da parte della preside, i rappresentanti si siano dimostrati abbastanza maturi
e svegli da essere in grado di organizzare una protesta ragionata e ben
riuscita.
Purtroppo, l'opinione pubblica riguardo alle occupazioni
è difficile da mutare, ed è altrettanto difficile che si riesca a cambiare la
situazione con una protesta, per quanto questa sia originale e organizzata in
modo ottimale.
Francesca Lorenzini - Occupazione 2012
La scuola Laura Bassi è stata occupata dal 27 al 30 di Novembre. Questa
decisione è stata presa il 26 Novembre durante un’assemblea straordinaria
durata tre ore. Le ragioni della protesta erano i tagli mirati alla scuola
operati dal governo Monti.
La maggioranza degli studenti ha votato a favore di questa forma di
protesta illegale, assicurando e promettendo di impegnarsi, di partecipare intensamente
alle attività, di non danneggiare la struttura. Anche io ed alcune mie compagne
di classe abbiamo partecipato attivamente all’occupazione: siamo intervenute
nei gruppi che più ci interessavano e che riguardavano argomenti importanti come
l’ anoressia e la bulimia, l’omosessualità, la condizione giovanile di oggi, la
religione buddista, le vittime italiane delle manifestazioni e tanti altri
gruppi riguardanti temi diversi.
Nonostante questo enorme impegno da parte dei rappresentanti
d’istituto e dei membri dello staff, una parte degli studenti non ha
partecipato alla protesta, perché contraria o per scarsa voglia di alzarsi dal
letto la mattina. Il fatto deludente è che alcune persone generalmente votano a
favore dell’occupazione per avere appunto l’ occasione di riposarsi.
A differenza degli altri, io non ho avuto problemi a svegliarmi come
ogni mattina alle sei, ad arrivare a scuola per le otto e a ritornare a casa
per le diciotto. Per me, anzi, è stato utile e anche divertente partecipare.
Penso inoltre che altre scuole non sarebbero state in grado di
collaborare come abbiamo fatto noi studenti delle Laura Bassi: abbiamo
dimostrato di essere consapevoli delle conseguenze che porta un’occupazione e
non ci siamo tirati indietro, nonostante la disapprovazione della Preside e di
alcuni professori. Sono fermamente convinta che questa particolare forma di
protesta sia servita, perché manda un messaggio più forte rispetto a quello che
poteva esprimere un’autogestione o una manifestazione.
Perciò non mi sono mai fatta influenzare dalle convinzioni diverse dei
miei compagni di classe, non sono mai stata pessimista affermando: “Tanto non
servirà a niente!”
Sinceramente, anche se fossi stata contraria a tale forma di protesta,
avrei partecipato comunque, magari con minor entusiasmo, poiché sono abituata a
rispettare ciò che viene stabilito. Sono soddisfatta del nostro impegno e di
aver conosciuto nuove persone, nuove realtà e di aver imparato nuove cose che
mi serviranno sempre; sono fiera della nostra collaborazione che ha portato a
realizzare un’ottima occupazione.
Chiara Marchesini - Occupazione 2012
Martedì 27 novembre le scuole Laura Bassi occupano.
Il messaggio che passa all'esterno è quello di alunni
annoiati, che non hanno voglia di studiare e che, come è da tradizione,
decidono di occupare. Questo è il pensiero di molte, di troppe persone poco
informate che hanno deciso di disinteressarsi a tale protesta, poiché non
credono che il cambiamento derivi dal saltare la scuola.
Io, che studio scienze umane, so fin troppo bene che la
scuola non è solo un edificio, ma è un luogo nel quale i ragazzi possono
apprendere tramite le lezioni, socializzare con i compagni, esprimersi
creativamente, sviluppare i propri interessi, confidarsi con gli altri per
sfogarsi, essere informati sull'attualità al fine di essere consapevoli delle
proprie scelte. Tutto questo fa parte della formazione scolastica e dovrebbe
essere parte integrante delle attività; invece ciò non accade, non per mancanza
di impegno di professori o alunni, ma per mancanza di materiale o di fondi. Ciò
non dovrebbe mai succedere, anche perché togliere soldi alla scuola significa
toglierli al futuro. E' con questa convinzione che gli alunni sono presentati a
scuola: per occuparla, per informare e per informarsi.
Il primo giorno, pertanto, io ed alcune compagne ci siamo
occupate della registrazione di video-documentari sull'occupazione, al fine di
trasmetterli all'esterno. In seguito, mi sono recata al gruppo di discussione
su anoressia e bulimia, per intervenire personalmente con informazioni di tipo
scientifico fornitemi da una dietologa.
Nei giorni successivi ho cogestito il gruppo di volantinaggio, assistendo le responsabili nella realizzazione del volantino che è poi stato distribuito durante il flashmob di sabato. Altri due gruppi sono stati particolarmente interessanti: quello riguardante il Buddismo, sia nella descrizione della sua nascita, sia nel paragone con la religione ufficiale italiana, il Cristianesimo.
Nei giorni successivi ho cogestito il gruppo di volantinaggio, assistendo le responsabili nella realizzazione del volantino che è poi stato distribuito durante il flashmob di sabato. Altri due gruppi sono stati particolarmente interessanti: quello riguardante il Buddismo, sia nella descrizione della sua nascita, sia nel paragone con la religione ufficiale italiana, il Cristianesimo.
Altro gruppo davvero molto formativo è stato quello
sull'omosessualità, suddiviso in due pomeriggi successivi l'uno all'altro. Le
organizzatrici ci hanno raccontato fatti, esperienze, cambiamenti e scoperte
sia personali che “per sentito dire”. Penso che ciò sia stato molto importante,
perché altre ragazze si sono successivamente aperte, esponendosi e raccontando
paure e preoccupazioni. Questo tipo di espressione dovrebbe essere regolarmente
trattato a scuola, non solo con gruppi opzionali.
Ciò che molti non comprendono è che gli studenti sono
prima di tutto dei ragazzi adolescenti che stanno crescendo, si stanno
scoprendo e necessitano di qualcuno che li guidi, non tenendoli per mano, ma
aiutandoli a rialzarsi quando sbagliano. Non può essere solo la famiglia a
farlo, poiché la scuola è una realtà troppo presente nella vita dei ragazzi per
essere ignorata.
Posso dirmi pienamente soddisfatta dell'occupazione, anche
se, con il senno di poi, credo che la scelta migliore sarebbe stata quella
dell'autogestione, poiché nonostante il messaggio sia meno forte, si sarebbe
evitato di sottrarre ad alcuni studenti il diritto allo studio, mantenendo
inoltre un buon rapporto tra professori e alunni.
Anna Maggiolini - Occupazione 2012
Il giorno 26 novembre si è deciso, attraverso un’assemblea
straordinaria della durata di 3 ore, di protestare occupando la scuola. Tale
metodo di protesta aveva ottenuto la maggioranza tramite votazione, ma io ero
contraria poiché ritengo che l'occupazione mandi un messaggio sbagliato
all’esterno: gli studenti in questo modo sono rappresentati come scansafatiche,
cosa che non sarebbe successa se ci fosse stata una collaborazione tra ragazzi
e insegnanti grazie all’autogestione.
Il giorno successivo, tuttavia, mi sono presentata a scuola con
l’intenzione di passarvi l’intera giornata e, se possibile, anche la notte.
Grazie ad un ottimo lavoro da parte dello staff, l’organizzazione è stata molto
interessante: erano presenti vari gruppi in quattro spazi differenti e con
collaboratori esterni.
Il primo giorno, ciò che mi ha colpito molto è stato il gruppo
sull’anoressia e la bulimia: infatti, avevano partecipato talmente tante
ragazze, da rendere insufficiente lo spazio messo a disposizione. Questo gruppo era interessante e reso
realistico dalla presenza di una giovane del Laura Bassi che testimoniava la
sua esperienza riguardo a questa malattia. Anche alcune spettatrici hanno
raccontato le loro esperienze o le loro paure a riguardo e, successivamente, è
stata anche letta la lettera di Ana, la dea delle anoressiche. Questa lettera
mi ha colpito per i numerosi insulti rivolti alla lettrice, che veniva definita,
tra l'altro, “mucca grassa”. Questa definizione poteva mettere in crisi una
ragazza già in difficoltà, ma le organizzatrici del gruppo hanno ripetuto più
volte di leggerla con occhio critico, capendo le errate mire dello scrittore.
Il clima che si era creato in quella classe affollata era famigliare: infatti
molte ragazze si sono confidate fra loro, nonostante si conoscessero da poco.
Ciò è senz'altro un fatto costruttivo per chi rischia di cadere in quella
malattia, da cui è difficilissimo guarire.
Questo gruppo è solo un esempio del tipo d'insegnamento che abbiamo
ricevuto durante l’occupazione e che mi ha fatto in fin dei conti apprezzare
questo tipo di protesta. Frequentando i vari gruppi, infatti, la mattina è
passata in fretta: una buona pizza, ed eravamo pronte per passare l'intera
giornata a scuola. Durante il pomeriggio abbiamo frequentato altri gruppi di
lavoro, fino ad arrivare alla sera, quando abbiamo partecipato alla cena
sociale, imbandita su tanti banchi uniti a formare un grande tavolo quasi
“natalizio” . Eravamo pronte a passare la notte a scuola, ma purtroppo una
nostra amica si è sentita male e ci siamo quindi sentite in dovere di non
lasciarla sola e di accompagnarla a casa.
La mattina, risvegliatami nel mio letto, è stata terribile, poiché mi sono
alzata con tutti i sintomi dell'influenza, dal raffreddore al male alle ossa.
Ciò mi ha costretto a letto per l'intera giornata, che è passata nella speranza
di riuscire a guarire nel più breve tempo possibile: il giorno seguente era
infatti il mio compleanno!
Il riposo e le medicine hanno ottenuto un buon effetto e sono riuscita
a presentarmi a scuola con solo un lieve raffreddore, e ne è valsa la pena per
i tanti auguri e le manifestazioni d'affetto ricevute per i miei 16 anni. Ho cominciato
quindi la mia giornata da sedicenne partecipando al gruppo sul Buddismo, che si
svolgeva in palestra ed era tenuto da vari praticanti, tra cui la madre di una
delle responsabili dell'occupazione. E' stato molto interessante imparare la
storia di questa religione ed ascoltare le ragioni che avevano avvicinato i
presenti a questo credo.
Un altro gruppo divertente è stato quello delle rappresentanze
giovanili, dove un politico di Crespellano ha raccontato la sua esperienza come
rappresentante dei ragazzi. Questo era un personaggio molto particolare: per
intrattenere i suoi spettatori imitava le voci degli altri politici o dei
ragazzi storpiandole in modo divertente. Ci ha raccontato le sue esperienze di
contatto con i giovani, la creazione del centro giovanile da lui organizzato e le
difficoltà che aveva incontrato per la scarsa partecipazione dei ragazzi stessi,
poiché pochi di loro avevano partecipato a questa esperienza.
Le mie amiche ed io abbiamo approfittato della pausa pranzo per
festeggiare a casa mia il mio compleanno, con l'apertura dei regali e mangiando
la torta preparatami da mia madre. Sono tornata quindi a scuola per
trascorrervi una piccola parte del pomeriggio, perché ero poi impegnata in una
partita di pallavolo, che si è conclusa più tardi del previsto. La notte ho dormito
pochissimo, sia per i postumi influenzali, sia per l'eccitazione del mio
compleanno, sia infine per la stanchezza dovuta alla partita.
L’ultimo giorno d’occupazione sono arrivata in lieve ritardo e ho partecipato
a quello che ritengo sia stato il gruppo che sviluppava l'argomento più
interessante: è stato tenuto da Mr. Patelli (un nostro ex rappresentante
d'istituto) sulle vittime delle manifestazioni e ci ha fatto conoscere molti
comportamenti di cui ero all'oscuro da parte delle forze dell'ordine. Purtroppo
la durata della discussione è stata di
un'ora sola a causa di un ritardo del relatore.
Più tardi sono rimasta a cenare con delle mie amiche. Questa volta la
cena era “a km 0” , cioè si servivano
dei cibi prodotti localmente, per limitare l'inquinamento causato dai mezzi di
trasporto.
In conclusione, l’occupazione dell’anno scolastico 2012/2013 è stata
ben organizzata, con moltissimi gruppi e con più studenti rispetto a quella
degli anni precedenti: essi erano tuttavia sempre pochi, se confrontati a
quelli che avevano votato tale forma di protesta, peraltro molto istruttiva e
faticosa per chi ha partecipato e chi l'ha organizzata.
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