venerdì 4 gennaio 2013

Francesca Nanni - Occupazione 2012


Lunedi 19/11, nelle prime 3 ore di lezione,ci siamo riuniti nel cortile della scuola per decidere che tipo di protesta adottare.

Dopo una lunga e direi approssimativa votazione, si è optato a favore dell'occupazione.
Trovo che, rispetto a quelle degli altri anni,questa occupazione sia stata organizzata meglio,anche perché sono state introdotte ulteriori regole, anche se non sempre sono state rispettate.


Per tutta la durata dell'occupazione, sia per incoraggiare le persone a parteciparvi, sia per far sì che i presenti fossero attivi, sono stati organizzati vari gruppi, riguardanti i più svariati argomenti, al fine i coinvolgere più ragazzi possibile.
Io ho partecipato ad alcuni di questi,e in certi casi li ho trovati molto coinvolgenti e interessanti. Ad esempio, siccome sono molto interessata a tutto ciò che riguarda la cultura orientale, ho partecipato volentieri al gruppo dove tre esperti hanno esposto la nascita del buddismo, raccontando inoltre le diverse ragioni per cui hanno deciso di aderire a questo credo.


Sono stata colpita da come i rappresentanti e lo staff si siano impegnati per fare di questa protesta qualcosa di diverso dall'idea di un'occupazione finalizzata a non studiare, anche se purtroppo alcuni studenti hanno preferito approfittare dell'assenza di vere e proprie lezioni per restare nei loro letti. Inoltre penso che, considerando l'assenza giustificata di aiuto da parte della preside, i rappresentanti si siano dimostrati abbastanza maturi e svegli da essere in grado di organizzare una protesta ragionata e ben riuscita.

Purtroppo, l'opinione pubblica riguardo alle occupazioni è difficile da mutare, ed è altrettanto difficile che si riesca a cambiare la situazione con una protesta, per quanto questa sia originale e organizzata in modo ottimale.

Francesca Lorenzini - Occupazione 2012


La scuola Laura Bassi è stata occupata dal 27 al 30 di Novembre. Questa decisione è stata presa il 26 Novembre durante un’assemblea straordinaria durata tre ore. Le ragioni della protesta erano i tagli mirati alla scuola operati dal governo Monti.

La maggioranza degli studenti ha votato a favore di questa forma di protesta illegale, assicurando e promettendo di impegnarsi, di partecipare intensamente alle attività, di non danneggiare la struttura. Anche io ed alcune mie compagne di classe abbiamo partecipato attivamente all’occupazione: siamo intervenute nei gruppi che più ci interessavano e che riguardavano argomenti importanti come l’ anoressia e la bulimia, l’omosessualità, la condizione giovanile di oggi, la religione buddista, le vittime italiane delle manifestazioni e tanti altri gruppi riguardanti temi diversi.

Nonostante questo enorme impegno da parte dei rappresentanti d’istituto e dei membri dello staff, una parte degli studenti non ha partecipato alla protesta, perché contraria o per scarsa voglia di alzarsi dal letto la mattina. Il fatto deludente è che alcune persone generalmente votano a favore dell’occupazione per avere appunto l’ occasione di riposarsi.
A differenza degli altri, io non ho avuto problemi a svegliarmi come ogni mattina alle sei, ad arrivare a scuola per le otto e a ritornare a casa per le diciotto. Per me, anzi, è stato utile e anche divertente partecipare.

Penso inoltre che altre scuole non sarebbero state in grado di collaborare come abbiamo fatto noi studenti delle Laura Bassi: abbiamo dimostrato di essere consapevoli delle conseguenze che porta un’occupazione e non ci siamo tirati indietro, nonostante la disapprovazione della Preside e di alcuni professori. Sono fermamente convinta che questa particolare forma di protesta sia servita, perché manda un messaggio più forte rispetto a quello che poteva esprimere un’autogestione o una manifestazione.

Perciò non mi sono mai fatta influenzare dalle convinzioni diverse dei miei compagni di classe, non sono mai stata pessimista affermando: “Tanto non servirà a niente!”
Sinceramente, anche se fossi stata contraria a tale forma di protesta, avrei partecipato comunque, magari con minor entusiasmo, poiché sono abituata a rispettare ciò che viene stabilito. Sono soddisfatta del nostro impegno e di aver conosciuto nuove persone, nuove realtà e di aver imparato nuove cose che mi serviranno sempre; sono fiera della nostra collaborazione che ha portato a realizzare un’ottima occupazione.

Chiara Marchesini - Occupazione 2012


Martedì 27 novembre le scuole Laura Bassi occupano.
Il messaggio che passa all'esterno è quello di alunni annoiati, che non hanno voglia di studiare e che, come è da tradizione, decidono di occupare. Questo è il pensiero di molte, di troppe persone poco informate che hanno deciso di disinteressarsi a tale protesta, poiché non credono che il cambiamento derivi dal saltare la scuola.

Io, che studio scienze umane, so fin troppo bene che la scuola non è solo un edificio, ma è un luogo nel quale i ragazzi possono apprendere tramite le lezioni, socializzare con i compagni, esprimersi creativamente, sviluppare i propri interessi, confidarsi con gli altri per sfogarsi, essere informati sull'attualità al fine di essere consapevoli delle proprie scelte. Tutto questo fa parte della formazione scolastica e dovrebbe essere parte integrante delle attività; invece ciò non accade, non per mancanza di impegno di professori o alunni, ma per mancanza di materiale o di fondi. Ciò non dovrebbe mai succedere, anche perché togliere soldi alla scuola significa toglierli al futuro. E' con questa convinzione che gli alunni sono presentati a scuola: per occuparla, per informare e per informarsi.

Il primo giorno, pertanto, io ed alcune compagne ci siamo occupate della registrazione di video-documentari sull'occupazione, al fine di trasmetterli all'esterno. In seguito, mi sono recata al gruppo di discussione su anoressia e bulimia, per intervenire personalmente con informazioni di tipo scientifico fornitemi da una dietologa.        
Nei giorni successivi ho cogestito il gruppo di volantinaggio, assistendo le responsabili nella realizzazione del volantino che è poi stato distribuito durante il flashmob di sabato.                      Altri due gruppi sono stati particolarmente interessanti: quello riguardante il Buddismo, sia nella descrizione della sua nascita, sia nel paragone con la religione ufficiale italiana, il Cristianesimo.
Altro gruppo davvero molto formativo è stato quello sull'omosessualità, suddiviso in due pomeriggi successivi l'uno all'altro. Le organizzatrici ci hanno raccontato fatti, esperienze, cambiamenti e scoperte sia personali che “per sentito dire”. Penso che ciò sia stato molto importante, perché altre ragazze si sono successivamente aperte, esponendosi e raccontando paure e preoccupazioni. Questo tipo di espressione dovrebbe essere regolarmente trattato a scuola, non solo con gruppi opzionali.

Ciò che molti non comprendono è che gli studenti sono prima di tutto dei ragazzi adolescenti che stanno crescendo, si stanno scoprendo e necessitano di qualcuno che li guidi, non tenendoli per mano, ma aiutandoli a rialzarsi quando sbagliano. Non può essere solo la famiglia a farlo, poiché la scuola è una realtà troppo presente nella vita dei ragazzi per essere ignorata. 

Posso dirmi pienamente soddisfatta dell'occupazione, anche se, con il senno di poi, credo che la scelta migliore sarebbe stata quella dell'autogestione, poiché nonostante il messaggio sia meno forte, si sarebbe evitato di sottrarre ad alcuni studenti il diritto allo studio, mantenendo inoltre un buon rapporto tra professori e alunni.

Anna Maggiolini - Occupazione 2012

Il giorno 26 novembre si è deciso, attraverso un’assemblea straordinaria della durata di 3 ore, di protestare occupando la scuola. Tale metodo di protesta aveva ottenuto la maggioranza tramite votazione, ma io ero contraria poiché ritengo che l'occupazione mandi un messaggio sbagliato all’esterno: gli studenti in questo modo sono rappresentati come scansafatiche, cosa che non sarebbe successa se ci fosse stata una collaborazione tra ragazzi e insegnanti grazie all’autogestione.

Il giorno successivo, tuttavia, mi sono presentata a scuola con l’intenzione di passarvi l’intera giornata e, se possibile, anche la notte. Grazie ad un ottimo lavoro da parte dello staff, l’organizzazione è stata molto interessante: erano presenti vari gruppi in quattro spazi differenti e con collaboratori esterni.

Il primo giorno, ciò che mi ha colpito molto è stato il gruppo sull’anoressia e la bulimia: infatti, avevano partecipato talmente tante ragazze, da rendere insufficiente lo spazio messo a disposizione.  Questo gruppo era interessante e reso realistico dalla presenza di una giovane del Laura Bassi che testimoniava la sua esperienza riguardo a questa malattia. Anche alcune spettatrici hanno raccontato le loro esperienze o le loro paure a riguardo e, successivamente, è stata anche letta la lettera di Ana, la dea delle anoressiche. Questa lettera mi ha colpito per i numerosi insulti rivolti alla lettrice, che veniva definita, tra l'altro, “mucca grassa”. Questa definizione poteva mettere in crisi una ragazza già in difficoltà, ma le organizzatrici del gruppo hanno ripetuto più volte di leggerla con occhio critico, capendo le errate mire dello scrittore. Il clima che si era creato in quella classe affollata era famigliare: infatti molte ragazze si sono confidate fra loro, nonostante si conoscessero da poco. Ciò è senz'altro un fatto costruttivo per chi rischia di cadere in quella malattia, da cui è difficilissimo guarire.

Questo gruppo è solo un esempio del tipo d'insegnamento che abbiamo ricevuto durante l’occupazione e che mi ha fatto in fin dei conti apprezzare questo tipo di protesta. Frequentando i vari gruppi, infatti, la mattina è passata in fretta: una buona pizza, ed eravamo pronte per passare l'intera giornata a scuola. Durante il pomeriggio abbiamo frequentato altri gruppi di lavoro, fino ad arrivare alla sera, quando abbiamo partecipato alla cena sociale, imbandita su tanti banchi uniti a formare un grande tavolo quasi “natalizio” . Eravamo pronte a passare la notte a scuola, ma purtroppo una nostra amica si è sentita male e ci siamo quindi sentite in dovere di non lasciarla sola e di accompagnarla a casa.
La mattina, risvegliatami nel mio letto, è stata terribile, poiché mi sono alzata con tutti i sintomi dell'influenza, dal raffreddore al male alle ossa. Ciò mi ha costretto a letto per l'intera giornata, che è passata nella speranza di riuscire a guarire nel più breve tempo possibile: il giorno seguente era infatti il mio compleanno!

Il riposo e le medicine hanno ottenuto un buon effetto e sono riuscita a presentarmi a scuola con solo un lieve raffreddore, e ne è valsa la pena per i tanti auguri e le manifestazioni d'affetto ricevute per i miei 16 anni. Ho cominciato quindi la mia giornata da sedicenne partecipando al gruppo sul Buddismo, che si svolgeva in palestra ed era tenuto da vari praticanti, tra cui la madre di una delle responsabili dell'occupazione. E' stato molto interessante imparare la storia di questa religione ed ascoltare le ragioni che avevano avvicinato i presenti a questo credo.

Un altro gruppo divertente è stato quello delle rappresentanze giovanili, dove un politico di Crespellano ha raccontato la sua esperienza come rappresentante dei ragazzi. Questo era un personaggio molto particolare: per intrattenere i suoi spettatori imitava le voci degli altri politici o dei ragazzi storpiandole in modo divertente. Ci ha raccontato le sue esperienze di contatto con i giovani, la creazione del centro giovanile da lui organizzato e le difficoltà che aveva incontrato per la scarsa partecipazione dei ragazzi stessi, poiché pochi di loro avevano partecipato a questa esperienza.

Le mie amiche ed io abbiamo approfittato della pausa pranzo per festeggiare a casa mia il mio compleanno, con l'apertura dei regali e mangiando la torta preparatami da mia madre. Sono tornata quindi a scuola per trascorrervi una piccola parte del pomeriggio, perché ero poi impegnata in una partita di pallavolo, che si è conclusa più tardi del previsto. La notte ho dormito pochissimo, sia per i postumi influenzali, sia per l'eccitazione del mio compleanno, sia infine per la stanchezza dovuta alla partita.

L’ultimo giorno d’occupazione sono arrivata in lieve ritardo e ho partecipato a quello che ritengo sia stato il gruppo che sviluppava l'argomento più interessante: è stato tenuto da Mr. Patelli (un nostro ex rappresentante d'istituto) sulle vittime delle manifestazioni e ci ha fatto conoscere molti comportamenti di cui ero all'oscuro da parte delle forze dell'ordine. Purtroppo la durata della discussione è stata  di un'ora sola a causa di un ritardo del relatore.

Più tardi sono rimasta a cenare con delle mie amiche. Questa volta la cena era  “a km 0” , cioè si servivano dei cibi prodotti localmente, per limitare l'inquinamento causato dai mezzi di trasporto.

In conclusione, l’occupazione dell’anno scolastico 2012/2013 è stata ben organizzata, con moltissimi gruppi e con più studenti rispetto a quella degli anni precedenti: essi erano tuttavia sempre pochi, se confrontati a quelli che avevano votato tale forma di protesta, peraltro molto istruttiva e faticosa per chi ha partecipato e chi l'ha organizzata.